Eccoci già a Maggio!
Questo mese abbiamo intervistato il Presidente dell’Associazione Nazionale Co.Me.Te Giancarlo Francini, Psicologo e Psicoterapueta, sulla Mediazione Familiare dopo la Riforma Cartabia.

A seguire, sempre sul tema, l’articolo di Conny Leporatti.
Infine, segnaliamo la partenza del Corso per Mediatore Familiare Sistemico, ed il Corso gratuito di preparazione all’Esame di Stato per Assistenti Sociali Albo A e Albo B.
Buona lettura!

Intervista a Giancarlo Francini

Psicologo Psicoterapeuta, Mediatore Familiare AIMS e Presidente Co.Me.Te. Nazionale

Per quale motivo la riforma del processo di famiglia – nota anche come Riforma Cartabia – si è interessata alla Mediazione Familiare ed alla Coordinazione Genitoriale? 


Il processo civile è  lo strumento giuridico regolato dalle norme di diritto processuale, utile a dirimere controversie che hanno ad oggetto questioni attinenti al diritto privato. Il fine del processo è tutelare i diritti vantati da tutte le parti del giudizio 
Nel processo di famiglia adulti e minori vantano l’uno nei confronti dell’altro diritti.
Lo scopo della Riforma  del Processo Civile  è garantire la semplificazione, speditezza e la realizzazione del processo civile, specie del processo di famiglia, nel rispetto della garanzia del contraddittorio di tutti i soggetti i cui diritti sono oggetto di causa.
Mediazione Familiare e Coordinazione Genitoriale sono strumenti alternativi al processo civile atti a garantire speditezza, semplificazione e  razionalizzazione del processo civile, nonché attuazione effettiva dei giudicati , con riferimento ai diritti nascenti dalle relazioni familiari.
 
Qual è l’utilità del ricorso alla mediazione familiare nel processo di separazione?

 
I diritti  oggetto del processo  di separazione hanno natura giuridica  e relazionale. I figli , infatti, hanno diritto ad essere mantenuti, educati, istruiti ed anche  assistiti moralmente dai loro genitori, nel rispetto delle loro inclinazioni naturali e delle loro ispirazioni. La separazione fra adulti determina spesso il venir meno o la disfunzionalità della relazione co-genitoriale.   Il processo  civile, per sua stessa natura, non tratta o riattiva la relazione genitoriale e cogenitoriale, la impone nel momento in cui la regolamenta e, ove investito della questione, sanziona il mancato rispetto del dispositivo dato. 
La mediazione familiare è, viceversa,  un setting neutro caratterizzato da riservatezza guidato da dal mediatore familiare, terzo super partes non giudicante, in cui i genitori possono prendere consapevolezza dei bisogni dei figli conseguenti la separazione, fare progetti genitoriali condivisi rispettosi dell’interesse e dei bisogni dei figli, propri e dell’altro genitore,  ovvero riattivare adeguatamente la relazione cogenitoriale.

Qual è l’utilità del ricorso alla Coordinazione Genitoriale nei precorsi di separazione e divorzio con alta e perdurante conflittualità genitoriale?

È un dato scientificamente provato e confermato che i figli non soffrono tanto della separazione dei genitori quanto del perdurare delle conflittualità fra i genitori. La conflittualità è conseguenza di una relazione fra genitori alterata o disfunzionale, che induce ciascuno a trascurare i bisogni dei figli e, quindi, a non garantirne i diritti. 
La coordinazione genitoriale è spesso l’ultimo intervento in ordine di tempo su coppie di genitori conflittuali; compito del coordinatore genitoriale è contenere e polverizzare  la conflittualità dei genitori, normalizzare  la relazione  fra loro, riaprire il dialogo interrotto dalla separazione personale e dal processo giudiziario, sostanziale delega a terzi a risolvere liti fra genitori, nate da una comunicazione assente o disfunzionale.
La coordinazione genitoriale tutela i diritti del minore ed anche degli adulti i quali, all’esito del lavoro di riorganizzazione del rapporto genitoriale condotto dal Coge, possono esercitare i propri diritti genitoriali in modo adeguato.
La Legge delega n. 206/2021  manda il legislatore a introdurre entro il 2022 norme che consentano al Giudice di nominare un professionista dotato di specifiche competenze in grado di coadiuvarlo per determinati interventi sul nucleo familiare, per superare conflitti tra le parti, per fornire ausilio per i minori e per la ripresa o il miglioramento delle relazioni tra genitori e figli. 
Il riferimento alla coordinazione genitoriale è chiaro benchè non espresso e la norma attua  un ottimo bilanciamento fra intervento pubblicistico  a sostegno del minore (art. 30 Costituzione) e autodeterminazione (art. 2 Costituzione) nel mandare la coppia conflittuale a  rivolgersi ad un servizio privato.

La Mediazione Familiare dopo la Riforma Cartabia
 

di Conny Leporatti

Cosa cambia per la Mediazione Familiare dopo la Riforma Cartabia?

La Legge 206/2021, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale di dicembre 2021 – nota anche come Riforma Cartabia – dà corpo all’efficienza del processo civile. Nella prospettiva della riduzione dei tempi della giustizia, ampio spazio viene riservato alla valorizzazione delle ADR, tecniche alternative alla risoluzione del conflitto. In questo ambito viene regolamentata ulteriormente la Mediazione Familiare, già inquadrata dalla legge 4/2013 sulle professioni non ordinistiche.

Il comma 21 della nuova legge, alla lettera O, inquadra con chiarezza l’attività professionale del Mediatore Familiare, adeguatamente formato e con regole deontologiche e tariffe come già previste dalla legge 4/2013. Alla lettera P della legge, si prevede inoltre l’istituzione presso ogni tribunale di un elenco di mediatori familiari iscritti presso un’associazione di categoria, secondo quanto già disciplinato dalla legge 4/2013, ed è prevista per le parti in conflitto la possibilità di scegliere il Mediatore Familiare fra gli iscritti a tale elenco. Sempre la lettera P precisa che i mediatori familiari debbano essere provvisti di adeguata formazione e specifiche competenze nella disciplina giuridica della famiglia, in materia di tutela dei minori, di violenza contro le donne e di violenza domestica. E’ d’obbligo interrompere la mediazione familiare in tutti quei casi nei quali emerga qualsiasi forma di violenza.

A differenza di altri articoli e commi della Legge 206/2021, immediatamente precettivi a far data dalla pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, il comma 23 e tutte le lettere in esso contenute necessitano della emissione di un decreto attuativo, che dovrà essere determinato entro il 23 dicembre 2022. Nell’attesa, corre l’obbligo di ricordare come la mediazione familiare sia già prassi consolidata in riferimento alla già citata legge 4/2013.

Occorre infine evidenziare come soltanto gli iscritti ad un’associazione di categoria riconosciuta, quale AIMS (Associazione Internazionale Mediatori Sistemici), potranno essere inseriti negli elenchi dei Mediatori Familiari dei tribunali, dai quali i Giudici e le parti potranno attingere. L’iscrizione ad un’associazione di categoria professionale quale AIMS è possibile soltanto attraverso percorsi formativi riconosciuti, secondo la norma tecnica UNI 11644-2016, che garantisce qualità ai percorsi e che sarà presto revisionata per garantire ancor più professionisti e utenti.

L’attenzione alla tutela dei minori e alla violenza domestica è stata sempre al centro dei percorsi riconosciuti per la formazione del Mediatori Familiare e la Riforma Cartabia sottolinea con forza come la mediazione familiare sia incompatibile con la presenza di violenza domestica e con tutte quelle situazioni relazionali nelle quali una parte prevale o predomina sull’altra.

 

Corsi in Partenza

Corso di Mediazione Familiare Sistemica

Inizia il 21 Maggio la nuova edizione del corso di Mediazione Familiare Sistemica, per insegnare la professione di intervento neutrale, del mediatore, a supporto delle famiglie in crisi, soprattutto in contesti di separazione e divorzio.

Il corso prevede la possibilità di ottenere
45 crediti formativi CNOAS
 34 crediti formativi A.Co.Ge.S.
20 crediti formativi per Avvocati del Consiglio Nazionale Forense (CNF).

Il corso si sviluppa in 30 incontri, di sabato, dalle 9 alle 18, su piattaforma online.

ONLINE
Dal 21 Maggio 2022 per 30 incontri
Orario 9-18

Corso gratuito di preparazione all’ Esame di Stato per Assistenti Sociali

Albo A

Programma del Corso: 

  • Parte introduttiva sullo svolgimento dell’esame di stato
  • Il Codice deontologico dell’Assistente Sociale, tra teoria e prassi
  • Legislazione sociale, socio-sanitaria e di fenomeni complessi attuali (immigrazione, violenza sulle donne, tratta di esseri umani)
  • Teoria e Fondamenti di organizzazione sociale, gestione e amministrazione del servizio sociale professionale nel terzo millennio
  • Principi di programmazione e valutazione dei progetti e degli interventi 
  • Esercitazioni e prove pratiche

ONLINE
28 Maggio
Orario 9-18

Corso gratuito di preparazione all’ Esame di Stato per Assistenti Sociali

Albo B

Programma del Corso: 

  • Descrizione e Funzionamento dell’Esame di Stato
  • Codice deontologico dell’assistente Sociale
  • Legislazione sociale e socio-sanitaria
  • Principali politiche sociali
  • Tecniche e strumenti del servizio sociale
  • Esercitazioni prove pratiche

ONLINE
21 Maggio
Orario 9-18