CometeNews

a cura di Livia Sturlese Tosi

 

Questo mese vogliamo parlare di Psicologia Scolastica. Quando si pensa all’attività dello psicologo scolastico, spesso pensiamo all’attività di sportello di ascolto rivolta agli studenti, agli insegnanti ed ai genitori, ma questa ovviamente non è la sola attività che lo psicologo può fare all’interno dell’istituzione scolastica. Ve ne sono molte altre, sia di prevenzione, sia di miglioramento della qualità della vita e del benessere psicoemotivo a scuola.

In questa prospettiva, un tema interessante è quello relativo al lavoro con il gruppo-classe, e per questo, questo mese intervistiamo Cristina Lorimer, Psicologa Psicoterapeuta Sistemico Relazionale, con una lunga esperienza in tema di psicologia scolastica, e docente del Corso per Psicologo Scolastico organizzato dal Centro Co.Me.Te. che avrà inizio il 26 Marzo.

Proseguiremo con un articolo molto interessante, sullo stesso tema, della Dottoressa Benedetta Perone.

Infine, vi informiamo sulle attività di formazione in partenza nel mese marzo.
Buona lettura!

 

CometeNews – 7ª uscita

 

Intervista a 
Cristina Lorimer
Psicologa Psicoterapeuta Sistemico Relazionale

 

In che modo la figura dello psicologo scolastico può essere utile, soprattutto in questo periodo?

Ritengo che il lavoro dello psicologo scolastico sia veramente prezioso a scuola. Ma non solo per quello che riguarda lo sportello, che ormai è considerato qualche cosa di positivo da tutti, ma anche per le attività che può fare nelle classi.

Perchè sono così importanti questi progetti da fare nelle classi? 

Perchè creano quella familiarità coi ragazzi che permetterà poi, a loro di accedere con più tranquillità allo sportello, dove dovranno affrontare dei problemi personali.
Quindi queste attività sono cose utili non solo per la classe, ma anche per creare questo rapporto di fiducia essenziale.

Quali sono le attività che si possono fare?

La prima è senz’altro quella che noi chiamiamo “il tempo del cerchio”. Lo psicologo, insieme anche all’insegnante, guida un momento in cui i ragazzi sono tutti seduti in cerchio, in cui tutti possono parlare, se se la sentono, liberamente, di un tema che abbiamo condiviso. Il tempo del cerchio è un momento intimo molto significativo e i ragazzi lo apprezzano, in quanto è un momento in cui siamo tutti alla pari, e quindi si fa un vero passaggio di microfono.
I temi che si trattano possono essere tanti, dall’amicizia tradita, al bullismo, ma anche a dolori, gioie, quello che ho imparato, quello che mi piace, ed è un’attività che si può fare sia con i più piccoli che con i ragazzi più grandi. Io l’ho fatto anche con i ragazzi delle medie parlando ad esempio delle loro paure, è stato un momento molto importante e molto intimo. Questa è la prima attività, che andrebbe fatta, tra l’altro, con una certa regolarità, quindi non è che si finisce di farla quando abbiamo trattato un argomento che ci sta a cuore, è una cosa che dovrebbe essere fatta regolarmente, magari ogni 15 giorni, con i piccoli anche più di frequente.

Poi ci sono i progetti annuali.

Sì, i progetti veri e propri accompagnano la classe durante tutto l’anno. Per esempio, un progetto può essere il riconoscimento delle emozioni, in sé e negli altri, quindi parlare con i ragazzi di cosa sono queste emozioni, come le riconosciamo, come ci sentiamo quando siamo presi dalla rabbia, dalla paura, o anche dalla felicità.
Un altro argomento che è molto interessante è quello sulla mediazione dei conflitti, cioè come si può creare con i ragazzi dei veri e propri mediatori che mediano i conflitti tra i pari, tra di loro. Un altro tema può essere quello relativo alle regole. Come sono nate le regole? Perché sono importanti? E come possiamo affrontare e far capire ai ragazzi quanto questo sia un percorso utile per loro. Addirittura abbiamo usato una metafora interessante che è il paese dei tondi e dei quadrati, cioè in un posto si fanno le cose in un modo, in un altro posto in una altro modo, ma poi dobbiamo trovare un modo per condividere le nostre scelte.
Poi abbiamo anche altri percorsi, per esempio quello sulla responsabilità individuale, su le scelte, su cosa considerare per decidere se una scelta è giusta o sbagliata, come facciamo a parlare delle nostre scelte e come possiamo essere responsabili di quello che noi scegliamo.

Questi percorsi sono percorsi che io ho fatto numerose volte con i ragazzi delle classi sia della scuola primaria che, in parte, anche della scuola secondaria, quella che noi chiamiamo “le medie”. E addirittura ho sentito l’esigenza poi di raccogliere tutto il materiale che ho usato in un libro, che si chiama “Insieme si impara a stare insieme”, perchè penso che veramente queste attività siano utili e importanti, non solo per noi, ma soprattutto per i ragazzi che ci sono affidati.

 

LO PSICOLOGO SCOLASTICO
Una lunga storiaDott.ssa BENEDETTA PERONE

 

L’aritmetica mentale nella scuola di Rachinski
(1895) – 
Bogdanov-Belsky

 

La psicologia scolastica nasce come ambito di studio ed approfondimento in Europa occidentale e negli Stati Uniti. Nel 1910  si inizia a parlare di psicologo scolastico e ad affermare la necessità di introdurre psicologi nella scuola al fine di  condurre valutazioni sugli studenti. Dagli anni 50 del ‘900 gli studiosi appartenenti all’APA (American Psychological Association) e alla NASP (National Association of School Psychologists) iniziano ad interrogarsi sulle caratteristiche della formazione e sulle abilità che lo psicologo scolastico dovrebbe possedere. In particolare, i programmi offerti dovevano soddisfare degli Standards definiti e promuovere l’acquisizione di specifiche competenze, tra le quali capacità relazionali e  collaborative, consapevolezza della diversità e capacità di progettazione di servizi, capacità di promuovere lo sviluppo delle capacità cognitive e gli apprendimenti, il benessere e le abilità sociali, la salute mentale e le competenze di vita.
L’Italia ha attraversato una lunga fase legislativa all’interno della quale per molti anni lo psicologo scolastico non ha trovato la sua giusta collocazione.
Nel 1969, un Decreto del Presidente della Repubblica (D.P.R. 21 gennaio 1969, n. 242) integrava gli insegnamenti di psicologia scolastica all’interno dei Corsi di Laurea dedicati alle materie umanistiche e pedagogiche e la Riforma Sanitaria del 1978 stabiliva la creazione di equipe nelle Unità Sanitarie Locali (ex USL).Negli anni ’90 si iniziò a prevedere l’ingresso dello psicologo nelle scuole tramite i CIC (Centri di Informazione e Consulenza) per attività di prevenzione, educazione e promozione della salute. In seguito, sono proseguite le iniziative per istituire la figura dello psicologo scolastico e nel 1997 la Legge Bassanini ha conferito alla scuola l’autonomia necessaria per poter richiedere l’attivazione di progetti da parte di liberi professionisti.
Dopo anni senza norme per disciplinare la professione, nel Settembre 2020 è stato approvato un protocollo di intesa tra il CNOP e il Ministero dell’Istruzione che autorizza e finanzia la presenza dello psicologo nelle istituzioni scolastiche sul territorio nazionale. La pandemia da Covid-19 ha pesato sui giovanissimi, rientrati in classe in presenza dopo mesi di Dad e lezioni da casa e la necessità della presenza di uno psicologo scolastico si è fatta sentire su tutto il territorio italiano, per garantire agli studenti adeguato supporto ed intercettare le situazioni di disagio che la pandemia aveva ulteriormente aggravato.
Il 18 maggio 2021 Emilio Carelli presenta in Disegno di Legge, diventato poi proposta di legge, che propone lo psicologo scolastico come una presenza stabile e strutturata in ogni scuola: una figura imprescindibile per la crescita degli studenti, che potrà supportare dirigenti scolastici, personale ATA, docenti e genitori.Per sommi capi, lo psicologo scolastico svolge attività di osservazione, valutazione, diagnosi e supporto; attiva percorsi di prevenzione del disagio, di promozione del benessere e di verifica dell’efficacia delle azioni progettate.
Più nello specifico, alcune delle attività di pertinenza dello psicologo scolastico sono:

  • valutazione, diagnosi e supporto nelle difficoltà relative all’apprendimento e al comportamento
  • valutazione e sostegno in ordine alla socialità
  • consulenza per il personale scolastico, per le famiglie e per gli studenti
  • formazione, sensibilizzazione e supporto agli insegnanti
  • prevenzione del burn out
  • attivazione di percorsi di integrazione scolastica e di lotta alla marginalità sociale
  • prevenzione dell’abbandono e della dispersione scolastica
  • prevenzione, valutazione e consulenza su dinamiche sociali e di conflitto (es. bullismo e cyberbullismo)
  • mediazione scolastica
  • attività di orientamento alle scelte scolastiche e professionali.

Nota è infine l’attività di sportello di ascolto e sostegno psicologico per studenti, genitori e personale scolastico. Lo scopo principale dello sportello è l’accoglienza di preoccupazioni, criticità e dubbi di adulti e minori e il conseguente bisogno che ciascuno di essi ha di condividere i propri vissuti con un professionista che sappia ascoltare, contenere ed offrire spunti di riflessione.

Bibliografia
Consiglio Nazionale Ordine Psicologi, La Psicologia nella scuola: un passo avanti decisivo – Approvato il Protocollo CNOP/Ministero Istruzione, 28 settembre 2020.
Cornoldi, C., Molinari, L. (2019), Lo psicologo scolastico. Competenze e aree di intervento, Il Mulino
D’Amato, R. C., Zafiris, C., McConnell, E., & Dean, R. S. (2011). The history of school psychology: Understanding the past to not repeat it. In M. A. Bray & T. J. Kehle (Eds.), Oxford library of psychology. The Oxford handbook of school psychology (p. 9–46). Oxford University Press.
Dossena, F. (2016). La psicologia scolastica in Italia e in Europa. Atti della Giornata di Studio “Psicologia scolastica e approccio psicoanalitico”, Milano, 46, 72.
Longhi C. (2015) Che fine ha fatto la legge sulla psicologia scolastica? Altra Psicologia (altrapsicologia.it), 10 settembre 2015.
Matteucci, M. C. Psicologi scolastici: quale formazione in Italia? Miami University, Historical and Current Perspective on School Psychology.
Maria Grazia Flore, Francesca Rendine, Lo Psicologo a scuola: come viene percepito dai docenti? State of Mind, 11 settembre 2018

 

I NOSTRI CORSI IN PARTENZA

 

Corso per Psicologo Scolastico

Lo psicologo scolastico a orientamento sistemico-relazionale si presenta oggi come una figura necessaria per l’adeguato e sereno svolgimento della vita nelle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado. Svolge un ruolo di supporto sia per i docenti che per gli studenti, sia in riferimento al lavoro con le famiglie e con l’extra-scuola. Obiettivo del lavoro dello psicologo scolastico è il perseguimento del benessere scolastico e del buon clima educativo.

50 ECM per Psicologi

ONLINE
Dal 26 Marzo 2022
Orario 21 – 22:30

Informazioni

 

Corso su Bullismo e Cyberbullismo

Il corso si propone di fornire gli strumenti idonei a riconoscere gli episodi di bullismo e cyberbullismo e a prevenirli.

ONLINE
5 marzo, 9 aprile, 7 maggio 2022 dalle ore 9.00 alle ore 18.00

Informazioni

 

VOLEVO UN CANE GIALLO

Ricordiamo inoltre i gruppi di ascolto per figli e per genitori che stanno vivendo il momento della separazione in famiglia, in presenza, a cadenza quindicinale, a partire dal 3 Marzo, per i genitori, e dal 19 Aprile per i figli.

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